Meeting
“Guarda che noi non c’entriamo niente con la morte di tuo padre”. Questa è la prima cosa che mi ha detto mia nonna paterna quando l’ho conosciuta, dopo avermi baciato in bocca. Avevo 18 anni e avevo deciso di conoscere la famiglia di mio padre. Lei, vestita con la gonna lunga, i capelli grigi semi sciolti e i grandi orecchini d’oro, mio nonno vestito di bianco col cappello, aspettavano a me e mia sorella sulla soglia della porta, uno a destra e l’altra a sinistra. La casa era molto grande, di uno degli zii, e dentro era allestita una tavolata per un centinaio di persone. Il cibo era buonissimo e infinito, il vino nero scorreva a fiumi, l’atmosfera era allegra e venivano persone in continuazione a presentarsi: zie, zii, prozie, cugini, amiche, cugine, bambini. Era impossibile ricordarsi tutti i nomi e le facce e comunque, in tutta questa allegra baraonda, io continuavo a pensare alla frase di mia nonna.
"Look, we had nothing to do with your father's death." This is the first thing my paternal grandmother told me when I met her, after kissing me on the mouth. I was 18 years old and had decided to meet my father's family. She, dressed in a long skirt, with semi-loose grey hair and large gold earrings, my grandfather dressed in white with a hat, were waiting for me and my sister on the threshold of the door, one on the right and the other on the left. The house was very large, belonging to one of the uncles, and inside there was a table set up for about a hundred people. The food was delicious and endless, the black wine flowed freely, the atmosphere was cheerful and people kept showing up: aunts, uncles, great-aunts, cousins, friends, cousins, children. It was impossible to remember all the names and faces and in any case, in all this cheerful hubbub, I kept thinking of my grandmother sentence.
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